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    14 ottobre 20268 min di lettura

    Content creator e partita IVA forfettaria nel 2026: Gestione Separata, Commercianti o Fondo spettacolo?

    Content creator
    Influencer
    INPS
    Fondo spettacolo
    Regime forfettario

    Se crei contenuti online e hai la partita IVA nel regime forfettario, la domanda più importante non è solo quante tasse paghi, ma a quale INPS versi i contributi. Con la circolare n. 44 del 19 febbraio 2025 l'INPS ha chiarito che dipende da come lavori: le gestioni possibili sono tre. In questa guida vediamo quale codice ATECO usare, quando si applica ciascuna gestione, come si fa la fattura a un brand e quanto ti resta in tasca con un esempio di calcolo.

    Quale codice ATECO usa un content creator

    Con la classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° gennaio 2025 e utilizzabile dal 1° aprile 2025, è nato il codice 73.11.03 "Attività di influencer marketing". Molti lo indicano per tutti i creator, ma secondo le note esplicative ISTAT riguarda chi organizza campagne con gli influencer, per esempio le agenzie. Per chi crea i contenuti, le note ISTAT indicano altri codici:

    Che contenuti creiCodice ATECOCoefficiente nel forfettario
    Video (YouTube, TikTok, Twitch, reel, vlog)59.11.0067%
    Foto, testi e altri contenuti senza video58.19.0067%
    Influencer marketing: campagne con influencer per brand73.11.0378%

    Il coefficiente di redditività stabilisce su quale parte degli incassi paghi imposta e contributi. Con il 67%, su 50.000 euro incassati il reddito è 33.500 euro; con il 78% è 39.000 euro. Scegli il codice con il tuo commercialista in base all'attività che svolgi davvero.

    L'imposta sostitutiva è del 15%, oppure del 5% per i primi 5 anni se hai i requisiti per l'aliquota ridotta.

    💡
    Nel forfettario le spese reali non si deducono. Telecamera, luci, software e viaggi non abbassano le tasse: il coefficiente di redditività tiene già conto dei costi in modo forfettario.

    Le tre gestioni INPS per i content creator

    Come lavoriGestione INPSChi versa
    Lavoro personale da libero professionista, senza un'organizzazione d'impresaGestione SeparataTu, in percentuale sul reddito
    Attività in cui l'organizzazione prevale sul lavoro personaleGestione CommerciantiTu, con contributi minimi fissi
    Contenuti pubblicitari a pagamento per un brand, in cui reciti, posi o fai da modelloFondo pensioni lavoratori dello spettacolo (FPLS)Il brand o l'agenzia, che trattiene la tua quota

    La circolare individua la gestione in base a quattro elementi: come svolgi concretamente l'attività, il contenuto della prestazione, come sei organizzato e come vieni pagato. Per il Fondo spettacolo serve sempre un committente, cioè un brand o un'agenzia, che ti paga per un contenuto pubblicitario.

    Puoi anche avere compensi in due gestioni nello stesso anno. Per esempio, Gestione Separata per i guadagni da YouTube e Fondo spettacolo per i video pubblicitari fatti per un brand.

    Gestione Separata

    È il caso più comune per chi ha la partita IVA da libero professionista. Nel 2026 versi il 26,07% del reddito, fino al massimale di 122.295 euro.

    Non c'è un minimo da pagare: se in un anno incassi poco, versi poco. Sotto il minimale di 18.808 euro (2026), però, ti vengono accreditati meno di 12 mesi ai fini della pensione. I contributi versati nell'anno si sottraggono dal reddito prima di calcolare l'imposta sostitutiva.

    Gestione Commercianti

    Si applica quando nell'attività l'organizzazione (mezzi, collaboratori, struttura) prevale sul lavoro personale. La circolare cita come esempi la vendita di video e la gestione di banner pubblicitari, anche per youtuber e streamer. In questi casi scatta l'obbligo di iscriversi in Camera di Commercio.

    Qui ci sono contributi fissi da pagare anche con un reddito basso: nel 2026 il contributo fisso per i commercianti è 4.611,64 euro, più una percentuale sulla parte di reddito sopra il minimale. Chi è nel forfettario può chiedere la riduzione del 35%, con domanda all'INPS entro il 28 febbraio.

    Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo (FPLS)

    Secondo la circolare INPS 44/2025, chi crea contenuti pubblicitari o promozionali con un compenso da un committente, svolgendo una prestazione da attore, indossatore o fotomodello, è un lavoratore dello spettacolo. Per quei compensi i contributi vanno al Fondo spettacolo, che è gestito dall'INPS.

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    • Chi è obbligato: il committente, cioè il brand o l'agenzia che firma il contratto con te. È lui che fa le denunce e versa i contributi all'INPS.
    • Quanto: il contributo pensionistico è il 33% del compenso. Il 23,81% è a carico del brand, il 9,19% è a carico tuo e il brand lo trattiene dal compenso. Il committente versa anche i contributi minori previsti per gli autonomi dello spettacolo (malattia 1,28% e indennità di discontinuità 1%).
    • Sopra 56.224 euro di compensi in un anno si aggiunge l'1% a tuo carico: il committente lo calcola mese per mese sopra 4.685 euro, con conguaglio a fine anno. Il massimale annuo 2026 è 122.295 euro per chi ha iniziato a versare dopo il 1995; oltre il massimale restano dovuti i contributi di solidarietà.
    • Su quei compensi non paghi anche la Gestione Separata: in dichiarazione vanno esclusi dalla base della Gestione Separata. La quota del 9,19% trattenuta si sottrae dal reddito dell'anno in cui viene trattenuta, come gli altri contributi.

    Non tutti i post sponsorizzati vanno al Fondo spettacolo. Secondo l'INPS, se ti limiti a usare un prodotto o a segnalarlo nei tuoi profili, senza una prestazione artistica, resta la Gestione Separata. Il confine però non è netto: con la sentenza n. 595 del 24 aprile 2026 il Tribunale di Milano ha confermato l'obbligo di versare al Fondo spettacolo per i contenuti promozionali realizzati da influencer per conto di un'agenzia. Nei casi dubbi chiedi al committente come inquadra il contratto.

    Come si fa la fattura al brand

    Esempio con un compenso di 1.000 euro per un video pubblicitario:

    VoceImporto
    Compenso1.000,00
    Marca da bollo (fattura sopra 77,47 euro)2,00
    Totale fattura1.002,00
    Contributi FPLS a tuo carico (9,19%) trattenuti dal committente-91,90
    Netto a pagare910,10

    Il brand ti paga 910,10 euro e versa all'INPS i 91,90 euro trattenuti a te, più la sua quota del 23,81% (238,10 euro) e i contributi minori (22,80 euro). Nella fattura elettronica la trattenuta si indica nella sezione Dati ritenuta, con tipo ritenuta RT03 (contributo INPS).

    Esempio: quanto ti resta in tasca

    Un video creator con codice 59.11.00 (coefficiente 67%), in Gestione Separata e con aliquota 15%, incassa 60.000 euro in un anno. Di questi, 20.000 euro arrivano da video pubblicitari per brand (Fondo spettacolo) e 40.000 euro da piattaforme e collaborazioni.

    CalcoloImporto
    Reddito: 60.000 x 67%40.200,00
    Gestione Separata solo sui 40.000: 40.000 x 67% x 26,07%6.986,76
    Fondo spettacolo trattenuto: 20.000 x 9,19%1.838,00
    Imposta 15% su 40.200 - 6.986,76 - 1.8384.706,29
    Netto in tasca46.468,95

    Se tutti i 60.000 euro fossero in Gestione Separata, il netto sarebbe 45.061,88 euro. La differenza nasce dal fatto che sui compensi pubblicitari la quota a tuo carico è il 9,19% del compenso, mentre in Gestione Separata paghi il 26,07% del reddito: il resto lo paga il brand.

    Per semplicità l'esempio sottrae i contributi dello stesso anno. Nel forfettario si sottraggono quelli effettivamente versati nell'anno, e la Gestione Separata si paga in parte l'anno dopo, con saldo e acconti.

    Se incassi da piattaforme estere

    Nel forfettario non applichi l'IVA. Quando però lavori per società con sede in un altro Paese dell'Unione Europea, per esempio piattaforme con sede in Irlanda, devi essere iscritto al VIES, indicare in fattura "inversione contabile" e l'art. 7-ter del DPR 633/1972, e presentare gli elenchi Intrastat dei servizi resi.

    Attenzione anche agli acquisti: se compri servizi da fornitori esteri, come la pubblicità sui social o un software, devi integrare la fattura o emettere autofattura e versare l'IVA entro il 16 del mese successivo, anche nel forfettario. Prima di fatturare a una piattaforma estera, verifica con il tuo commercialista.

    Errori da evitare

    • "In Gestione Separata devi pagare un minimo." Falso: si paga solo in percentuale sul reddito. Sotto il minimale, però, ti accreditano meno di 12 mesi.
    • "Nel forfettario scarichi le spese." Falso: conta solo il coefficiente di redditività.
    • "Ogni creator usa il codice 73.11.03." No: secondo le note ISTAT chi crea video usa il 59.11.00 e chi pubblica foto e testi il 58.19.00, con coefficiente del 67%.
    • "Il Fondo spettacolo lo devi versare tu." No: lo versa il committente. Tu vedi la trattenuta in fattura.
    • "Ogni post sponsorizzato va al Fondo spettacolo." No: secondo l'INPS serve un contenuto pubblicitario commissionato da un brand o da un'agenzia, con una prestazione artistica.

    Con Il Mio Forfettario

    Il Mio Forfettario calcola tasse e contributi in automatico, anche quando una parte dei tuoi compensi va al Fondo spettacolo. La fattura elettronica al brand ha la trattenuta e il netto a pagare già calcolati, e l'app ti avvisa prima della soglia degli 85.000 euro e prima di ogni scadenza. Puoi fare la simulazione con i tuoi numeri nella pagina per i content creator.

    Fonti

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