Stai pensando di aprire la Partita IVA e non sai se scegliere il regime forfettario o l'ordinario? Oppure sei già forfettario e ti chiedi se ti conviene ancora? In questa guida confrontiamo i due regimi con numeri reali per aiutarti a decidere.
Regime forfettario: come funziona in sintesi
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per chi ha un fatturato annuo inferiore a €85.000. I vantaggi principali sono due: un'imposta sostitutiva bassa (5% o 15% invece dell'IRPEF ordinaria) e una contabilità semplificata (niente IVA, niente registri contabili obbligatori).
Il reddito non si calcola dalle spese reali ma con un coefficiente di redditività fisso assegnato in base al codice ATECO. Se sei un consulente (coefficiente 78%), su €50.000 di fatturato il Fisco presume che il tuo reddito sia €39.000 — indipendentemente dalle spese effettive.
Imposta sostitutiva:
- 5% per i primi 5 anni di attività (se rispetti i requisiti)
- 15% dal sesto anno in poi
Questa imposta sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP.
Regime ordinario: come funziona in sintesi
Nel regime ordinario (semplificato o contabilità ordinaria) paghi l'IRPEF con aliquote progressive:
- 23% fino a €28.000
- 35% da €28.001 a €50.000
- 43% oltre €50.000
A queste si aggiungono le addizionali regionali (0,9% - 3,33%) e comunali (fino a 0,8%).
Il vantaggio: puoi dedurre tutte le spese reali sostenute per l'attività. Se hai costi significativi (affitto ufficio, dipendenti, attrezzature, auto), il regime ordinario potrebbe convenirti perché il reddito tassabile si riduce.
Lo svantaggio: devi gestire l'IVA (fatturare con IVA, fare le liquidazioni trimestrali, presentare la dichiarazione IVA), tenere registri contabili e generalmente affidarti a un commercialista.
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Confronto numerico: forfettario vs ordinario
Vediamo tre scenari concreti per capire quando conviene uno o l'altro.
Scenario 1: Consulente con poche spese
Profilo: consulente marketing freelance, fatturato €40.000, spese reali €3.000/anno, Gestione Separata INPS.
Con il forfettario:
- Reddito imponibile: €40.000 × 78% = €31.200
- Contributi INPS (26,07%): €8.134
- Reddito netto previdenziale: €31.200 - €8.134 = €23.066
- Imposta sostitutiva (15%): €23.066 × 15% = €3.460
- Netto in tasca: €28.406
Con il regime ordinario:
- Reddito: €40.000 - €3.000 spese - €8.134 contributi = €28.866
- IRPEF: circa €7.100
- Addizionali: circa €750
- Netto in tasca: circa €24.150
Vince il forfettario di oltre €4.000. Con poche spese, il forfettario è quasi sempre più conveniente.
Scenario 2: Artigiano con spese significative
Profilo: idraulico, fatturato €60.000, spese reali €18.000/anno (furgone, materiali, attrezzature), INPS Artigiani.
Con il forfettario:
- Reddito imponibile: €60.000 × 67% = €40.200
- Le €18.000 di spese reali non contano — il coefficiente è fisso
- Contributi INPS: circa €8.900
- Imposta sostitutiva (15%): circa €4.695
- Netto in tasca: circa €28.405
Con il regime ordinario:
- Reddito: €60.000 - €18.000 spese - €8.900 contributi = €33.100
- IRPEF: circa €8.500
- Addizionali: circa €850
- Netto in tasca: circa €23.750
Vince ancora il forfettario, ma il gap si è ridotto. Se le spese fossero €25.000+ all'anno, l'ordinario potrebbe diventare più conveniente.
Scenario 3: Professionista vicino al limite
Profilo: avvocato, fatturato €80.000, spese reali €20.000/anno, Cassa Forense.
Con il forfettario:
- Reddito imponibile: €80.000 × 78% = €62.400
- Contributi Cassa Forense: circa €11.500
- Imposta sostitutiva (15%): circa €7.635
- Netto in tasca: circa €40.865
Con il regime ordinario:
- Reddito: €80.000 - €20.000 spese - €11.500 contributi = €48.500
- IRPEF: circa €14.300
- Addizionali: circa €1.250
- Netto in tasca: circa €32.950
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Quando conviene il regime ordinario
Il regime ordinario conviene in questi casi specifici:
1. Spese molto alte (oltre il 40-50% del fatturato)
Se i tuoi costi reali superano di molto quanto il coefficiente di redditività "presume", l'ordinario ti permette di dedurre tutto e pagare meno.
2. Lavori con aziende che hanno bisogno dell'IVA
In forfettario non addebiti IVA. Se i tuoi clienti sono aziende che detraggono l'IVA, per loro il tuo servizio costa effettivamente di più rispetto a un fornitore in regime ordinario.
3. Fatturato superiore a €85.000
Non puoi scegliere: sopra questa soglia il forfettario non è disponibile.
4. Hai investimenti importanti da fare
Se devi comprare attrezzature costose, un veicolo commerciale, o ristrutturare un locale, nel forfettario non puoi dedurre nulla. Nell'ordinario sì.
5. Hai dipendenti
Il forfettario ha il limite di €20.000 per le spese per collaboratori e dipendenti. Se hai un team, probabilmente ti conviene l'ordinario.
Quando conviene il regime forfettario
Il forfettario conviene nella maggior parte dei casi per chi:
1. Ha poche spese operative — consulenti, freelance, professionisti che lavorano da casa con un computer
2. Fattura meno di €65.000-€70.000 — sotto questa soglia il vantaggio fiscale è quasi sempre netto
3. Vuole semplicità — niente IVA, niente registri, contabilità minima. Puoi anche fare a meno del commercialista se hai gli strumenti giusti
4. È nei primi 5 anni di attività — l'aliquota al 5% rende il forfettario imbattibile
5. Vuole risparmiare sul commercialista — un forfettario paga €200-€500/anno di gestione, un ordinario €1.000-€2.000
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Requisiti per accedere al forfettario nel 2026
Non tutti possono accedere al regime forfettario. Ecco i requisiti:
Requisiti di accesso:
- Ricavi/compensi nell'anno precedente non superiori a €85.000
- Spese per dipendenti/collaboratori non superiori a €20.000
- Non possedere partecipazioni in società di persone o SRL con controllo
Cause di esclusione:
- Redditi da lavoro dipendente superiori a €30.000 (nell'anno precedente)
- Regimi speciali IVA (editoria, vendita sali e tabacchi, ecc.)
- Residenza fiscale fuori dall'Italia (con eccezioni)
- Fatturazione prevalente verso l'ex datore di lavoro (nei 2 anni precedenti)
Attenzione alla soglia €85.000: se in un anno superi €85.000 ma resti sotto €100.000, esci dal forfettario dall'anno successivo. Se superi €100.000, esci immediatamente e devi versare l'IVA su tutte le fatture dall'inizio dell'anno.
Come monitorare il fatturato e le tasse
Il problema più comune dei forfettari è non sapere quanto mettere da parte per tasse e contributi. A giugno arriva la prima scadenza pesante e molti si trovano senza liquidità.
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