Note di credito per forfettari: quando si emettono, come si inviano al SDI e quali errori evitare? Se hai un regime forfettario e devi correggere una fattura già inviata — per un errore di importo, uno sconto successivo, un recesso del cliente o una prestazione non completata — la nota di credito è lo strumento corretto. Eppure, molti forfettari non sanno come gestirla nel formato elettronico.
In questa guida vediamo tutto quello che serve: quando emettere una nota di credito, come compilarla nel formato XML per il Sistema di Interscambio, i codici tipo documento da usare, la questione marca da bollo e gli effetti sul calcolo di tasse e contributi. Con esempi pratici pensati per chi è in regime forfettario nel 2026.
La nota di credito elettronica segue le stesse regole tecniche della fattura elettronica, ma con codici e logiche specifiche che possono generare confusione. Facciamo chiarezza una volta per tutte.
Cos'è una nota di credito e quando si emette
La nota di credito (o nota di variazione in diminuzione) è il documento fiscale che rettifica — in tutto o in parte — una fattura già emessa. È disciplinata dall'art. 26 del DPR 633/72.
Un forfettario deve emettere una nota di credito in questi casi principali:
- Errore in fattura: hai fatturato un importo sbagliato (ad esempio €2.500 invece di €2.000)
- Sconto o abbuono successivo: dopo l'emissione della fattura, concedi uno sconto al cliente
- Recesso o risoluzione del contratto: il cliente annulla l'incarico o il contratto viene risolto
- Prestazione non completata: hai fatturato un servizio che poi non è stato (in tutto o in parte) eseguito
- Mancato pagamento: in caso di procedure concorsuali o accordi di ristrutturazione del debito (casi più rari per i forfettari)
- Reso di beni: il cliente restituisce la merce acquistata
Importante: la nota di credito NON è una "cancellazione" della fattura. La fattura originale resta valida nel sistema SDI. La nota di credito è un documento aggiuntivo che la rettifica contabilmente.
Nota di credito elettronica: tipo documento e codici SDI
Nel sistema di fatturazione elettronica, la nota di credito si identifica tramite il tipo documento nel tracciato XML. Per i forfettari, i codici rilevanti sono:
| Tipo Documento | Descrizione | Quando usarlo |
|---|
| TD04 | Nota di credito | Rettifica in diminuzione di una fattura emessa (il caso standard) |
|---|---|---|
| TD08 | Nota di credito semplificata | Per importi fino a €400 — stesse regole della fattura semplificata |
Nella stragrande maggioranza dei casi, il forfettario utilizzerà il TD04.
Riferimento alla fattura originale
La nota di credito deve sempre contenere il riferimento alla fattura che sta rettificando. Nel tracciato XML, questo si inserisce nella sezione "DatiFattureCollegate":
- IdDocumento: il numero della fattura originale
- Data: la data della fattura originale
Questo collegamento è fondamentale perché permette al SDI (e all'Agenzia delle Entrate) di associare la nota di credito alla fattura corrispondente.
Come compilare la nota di credito: guida campo per campo
Vediamo nel dettaglio come compilare una nota di credito elettronica per un forfettario.
Sezione cedente/prestatore (i tuoi dati)
Identici a quelli che inserisci in fattura: partita IVA, codice fiscale, regime fiscale RF19 (regime forfettario).
Sezione cessionario/committente (dati del cliente)
Identici a quelli della fattura originale: partita IVA (o codice fiscale se privato), codice destinatario o PEC.
Dati generali del documento
- Tipo documento: TD04
- Numero: segue la numerazione progressiva delle tue fatture/note. Puoi usare una numerazione separata (es. NC-1/2026, NC-2/2026) oppure la stessa serie delle fatture — l'importante è che sia univoca e progressiva
- Data: la data di emissione della nota di credito (non la data della fattura originale)
- Causale: descrivi il motivo della rettifica (es. "Nota di credito a storno parziale della fattura n. 15/2026 del 10/03/2026 per sconto commerciale concordato")
Dati di dettaglio (corpo del documento)
- Descrizione: cosa stai rettificando e perché
- Importo: l'importo della rettifica (positivo — il sistema sa che è una diminuzione perché il tipo documento è TD04)
- Aliquota IVA: 0%
- Natura: la stessa natura usata nella fattura originale. Per i forfettari è tipicamente N2.2 (operazioni non soggette — altri casi, ovvero regime forfettario)
Dati fatture collegate
- IdDocumento: numero della fattura originale (es. "15/2026")
- Data: data della fattura originale
Esempio pratico: nota di credito di un consulente forfettario
Sara è una consulente di marketing in regime forfettario (ATECO 73.11.02, coefficiente di redditività 78%). Il 10 marzo 2026 ha emesso la fattura n. 15/2026 per €1.500 a un cliente italiano (Azienda Rossi Srl).
Dopo due settimane, il cliente contesta parte del lavoro e concordano una riduzione di €300. Sara deve emettere una nota di credito.
| Campo | Valore |
|---|
| Tipo documento | TD04 |
|---|---|
| Numero | NC-1/2026 |
| Data emissione | 25/03/2026 |
| Fattura collegata | n. 15/2026 del 10/03/2026 |
| Descrizione | Storno parziale fattura n. 15/2026 per rettifica compenso concordata |
| Imponibile nota di credito | €300,00 |
| IVA | €0,00 (Natura: N2.2) |
| Totale nota di credito | €300,00 |
Effetto fiscale: il fatturato di Sara per il 2026 si riduce di €300. Ora quella prestazione vale €1.200 anziché €1.500. Questo incide sul calcolo dell'imposta sostitutiva e dei contributi previdenziali, perché il reddito imponibile sarà calcolato sui ricavi effettivi netti (fatture meno note di credito).
Con un coefficiente del 78%, l'impatto sul reddito imponibile è: €300 × 78% = €234 di reddito imponibile in meno. Se Sara paga il 15% di imposta sostitutiva, il risparmio fiscale è €234 × 15% = €35,10. A cui si aggiungono i minori contributi previdenziali calcolati sul reddito ridotto.
Nota di credito e marca da bollo: quando si applica
La marca da bollo sulle note di credito segue la stessa regola delle fatture: è obbligatoria se il documento ha un importo superiore a €77,47 e l'operazione è esente, fuori campo o non soggetta ad IVA.
Poiché il forfettario emette sempre documenti senza IVA (natura N2.2), la nota di credito con importo superiore a €77,47 richiede la marca da bollo da €2.
Eccezione importante: se emetti una nota di credito a storno totale di una fattura su cui avevi già applicato la marca da bollo, non devi applicare una seconda marca. La prima marca "copre" l'operazione originale.
Per le note di credito parziali (come nell'esempio di Sara), la marca da bollo è dovuta se l'importo della nota supera €77,47.
Come si paga la marca da bollo sulle note di credito elettroniche
Il pagamento segue le stesse modalità delle fatture elettroniche:
- Indichi nella nota di credito XML il campo "DatiBollo" con importo €2,00
- Accumuli le marche da bollo dovute nel trimestre
- Paghi tramite modello F24 con codice tributo 2501 entro le scadenze trimestrali (31 maggio, 30 settembre, 30 novembre, 28 febbraio)
Tempistiche: entro quando emettere la nota di credito
L'art. 26 del DPR 633/72 prevede che la nota di variazione in diminuzione possa essere emessa:
- Entro 1 anno dalla data dell'operazione originale, per cause che erano già presenti al momento dell'operazione (errori, vizi, inesattezze)
- Senza limite di tempo per cause sopravvenute dopo l'operazione (recesso, risoluzione, accordi successivi, procedure concorsuali)
Per i forfettari, il consiglio pratico è di emettere la nota di credito il prima possibile dopo aver concordato la rettifica con il cliente. Questo per tre motivi:
- Il fatturato cumulato si aggiorna subito (utile per monitorare la soglia degli €85.000)
- Il calcolo dei contributi previdenziali e dell'imposta sostitutiva rifletterà i ricavi effettivi
- Eviti dimenticanze e contestazioni future
Nota di credito vs fattura di storno: attenzione alla differenza
Un errore che vediamo spesso: il forfettario, anziché emettere una nota di credito (TD04), emette una nuova fattura con importo negativo. Questo è sbagliato.
Nel sistema SDI, una fattura (TD01) non può avere importi negativi. Se lo fai, il file XML potrebbe essere scartato dal SDI oppure, se accettato per anomalia del software, creerebbe problemi nelle elaborazioni automatiche dell'Agenzia delle Entrate.
La procedura corretta è sempre:
- Nota di credito (TD04) per rettificare la fattura errata
- Se necessario, nuova fattura (TD01) con l'importo corretto
Esempio: hai fatturato €2.500 ma dovevi fatturare €2.000. La procedura corretta è: emetti nota di credito TD04 per €2.500 (storno totale della fattura errata) + nuova fattura TD01 per €2.000 (importo corretto). Oppure, più semplicemente: nota di credito parziale TD04 per €500 (la differenza).
Effetti della nota di credito su tasse e contributi del forfettario
La nota di credito riduce i ricavi del forfettario nell'anno in cui viene emessa. Questo ha effetti diretti su:
Imposta sostitutiva
La formula di calcolo dell'imposta sostitutiva è:
Imposta = (Ricavi netti × coefficiente ATECO − contributi previdenziali versati) × aliquota (5% o 15%)
Dove i "Ricavi netti" = fatture emesse − note di credito emesse. Ogni nota di credito riduce la base imponibile e quindi l'imposta dovuta.
Contributi previdenziali
Per le casse che calcolano i contributi sul reddito (come INPS Gestione Separata con aliquota 26,07%, ENPAP, ENPAB, Cassa Forense e tutte le altre), il reddito di riferimento si basa sui ricavi netti. Le note di credito emesse riducono i ricavi e quindi il reddito su cui si calcolano i contributi.
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Le note di credito riducono il fatturato cumulato. Se sei vicino alla soglia degli €85.000, una nota di credito potrebbe "riportarti" sotto il limite. Ai fini del conteggio della soglia, contano i ricavi effettivi (fatture − note di credito) secondo il criterio di cassa o competenza, a seconda dell'attività.
FAQ — Note di credito per forfettari
Quale tipo documento si usa per la nota di credito elettronica?
Il tipo documento è TD04 (nota di credito). Per importi fino a €400 è possibile usare anche TD08 (nota di credito semplificata). Il forfettario deve sempre indicare la natura operazione N2.2 e aliquota IVA 0%.
La nota di credito del forfettario richiede la marca da bollo?
Sì, se l'importo della nota di credito supera €77,47. La marca da bollo è di €2, pagabile tramite F24 con codice tributo 2501 con cadenza trimestrale. Eccezione: se la nota è a storno totale di una fattura su cui era già stata applicata la marca, non serve una seconda marca.
Entro quando devo emettere la nota di credito?
Per errori presenti fin dall'origine, entro 1 anno dall'operazione (art. 26 DPR 633/72). Per cause sopravvenute (recesso, risoluzione, accordi successivi), non c'è limite temporale. Il consiglio è di emetterla il prima possibile per aggiornare il fatturato.
Posso emettere una fattura con importo negativo invece della nota di credito?
No. Nel sistema SDI, le fatture (TD01) non possono avere importi negativi. Per rettificare una fattura devi sempre usare una nota di credito (TD04). Se necessario, puoi poi emettere una nuova fattura TD01 con l'importo corretto.
La nota di credito riduce il fatturato ai fini della soglia €85.000?
Sì. Le note di credito riducono i ricavi effettivi del forfettario. Ai fini del monitoraggio della soglia degli €85.000, contano i ricavi netti (fatture emesse meno note di credito emesse).
Come influisce la nota di credito sul calcolo dell'imposta sostitutiva?
La nota di credito riduce i ricavi lordi. L'imposta sostitutiva si calcola con la formula: (Ricavi netti × coefficiente ATECO − contributi previdenziali versati) × aliquota (5% o 15%). Meno ricavi significa meno imposta dovuta.
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