Se hai una partita IVA in regime forfettario e da tempo non la usi, l’Agenzia delle Entrate può chiuderla da sola. Con il provvedimento n. 277710 del 12 ottobre 2026 ha cambiato le regole: per capire se sei inattivo ora guarda anche le fatture elettroniche, i corrispettivi telematici e i versamenti che fai con l’F24. La comunicazione arriva al tuo domicilio digitale, nel Cassetto fiscale e, se sei una persona fisica, anche sull’App IO.
In questa guida, aggiornata al 14 ottobre 2026, trovi chi rischia la chiusura, quanto tempo hai per opporti e come chiedere la riattivazione se la partita IVA è già stata chiusa. La regola di fondo non cambia: la chiusura d’ufficio riguarda chi, secondo i dati dell’Agenzia, non ha esercitato attività d’impresa, artistica o professionale nei tre anni precedenti.
Da dove nasce la chiusura d’ufficio
La regola sta nell’articolo 35, comma 15-quinquies, del decreto IVA (DPR 633/1972), nella versione scritta dal decreto-legge 193 del 2016. L’Agenzia chiude d’ufficio le partite IVA di chi non ha lavorato nelle ultime tre annualità e, con un provvedimento del direttore, decide come trovarle e come avvisare prima il contribuente.
Fino a oggi valeva il provvedimento n. 1415522 del 3 dicembre 2019. Quello del 12 ottobre 2026 lo modifica in alcuni punti e ne riporta il testo coordinato. Resta scritto che sono fatti salvi i poteri di controllo e accertamento: la chiusura non cancella eventuali verifiche sugli anni passati.
Cosa cambia con il provvedimento del 12 ottobre 2026
I dati usati per trovarti. I controlli sono automatici e partono dalle informazioni in Anagrafe tributaria, comprese quelle delle fatture elettroniche, dei corrispettivi telematici e dei versamenti fatti con riscossione spontanea, cioè quelli che paghi tu con l’F24. Per un forfettario vuol dire che ogni fattura inviata allo SDI e ogni F24 pagato sono tracce di attività che l’Agenzia vede.
Come ti avvisano. La comunicazione preventiva va al tuo domicilio digitale, quello previsto dall’articolo 60-ter del DPR 600/1973. Se non ce l’hai, arriva per raccomandata con avviso di ricevimento al domicilio fiscale che risulta in Anagrafe tributaria. In ogni caso la trovi nel Cassetto fiscale, sezione “L’Agenzia scrive”, con un avviso nell’area riservata. Se sei una persona fisica, ricevi anche un messaggio sull’App IO.
Quando chiude. La partita IVA viene chiusa dal sessantesimo giorno dopo che hai ricevuto la comunicazione. Se la consegna non riesce, i giorni si contano da quando la comunicazione è messa a disposizione nella tua area riservata.
La riattivazione. È la novità più utile. Anche dopo la chiusura puoi chiedere di riaprire la stessa partita IVA, con effetto dalla data originaria di apertura e senza interruzioni.
I tempi, passo per passo
| Momento | Cosa succede | Cosa puoi fare |
|---|---|---|
| Arriva la comunicazione | Domicilio digitale, oppure raccomandata A/R; copia nel Cassetto fiscale e avviso su App IO | Leggerla subito e controllare i dati |
| Entro 60 giorni dalla ricezione | La partita IVA è ancora aperta | Andare in un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia e spiegare che sei ancora attivo |
| Dal 60° giorno | La partita IVA viene chiusa d’ufficio | Niente fatture con quella partita IVA |
| Dopo la chiusura | La posizione risulta cessata | Chiedere in ufficio la riattivazione, con una richiesta motivata e i documenti |
| Se l’ufficio accoglie | La partita IVA torna attiva | Effetto dalla data di apertura originaria, senza buchi |
Chi rischia tra i forfettari
Il caso tipico è chi ha aperto la partita IVA e poi l’ha lasciata ferma: un lavoro dipendente arrivato dopo, un progetto mai partito, un’attività sospesa senza fare la comunicazione di cessazione. Se per tre annualità non risultano fatture, incassi o versamenti, la tua posizione può finire tra quelle selezionate.
Diverso è il caso di chi lavora poco ma lavora. Anche poche fatture all’anno, inviate allo SDI, sono dati che l’Agenzia legge. Il provvedimento non fissa un numero minimo di fatture: parla di attività esercitata o non esercitata nei tre anni precedenti. Se ricevi la comunicazione e invece hai lavorato, hai 60 giorni per dirlo.
Ricorda anche che da forfettario non presenti la dichiarazione IVA. Per questo, nel tuo caso, i segnali di attività che l’Agenzia vede sono soprattutto le fatture elettroniche e i versamenti.
Cosa fare se ricevi la comunicazione
1. Controlla la data di ricezione. Da lì partono i 60 giorni. Se è arrivata al domicilio digitale o per raccomandata, conta la ricezione; se non è stato possibile consegnarla, conta la messa a disposizione nell’area riservata.
2. Decidi se sei davvero inattivo. Se hai smesso di lavorare, la chiusura fa quello che avresti dovuto fare tu. Se lavori ancora, preparati a dimostrarlo.
3. Raccogli le prove. Fatture elettroniche emesse, contratti, incassi, F24 pagati, iscrizione e versamenti alla tua cassa o alla Gestione Separata.
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Calcola Gratis →4. Vai in un ufficio territoriale entro 60 giorni. Va bene qualsiasi ufficio dell’Agenzia, non solo quello della tua città.
5. Se sono passati i 60 giorni, chiedi la riattivazione con una richiesta motivata. Decide l’ufficio, dopo aver esaminato le tue ragioni e i documenti.
Domande frequenti
Dopo quanti anni senza lavorare l’Agenzia chiude la partita IVA?
La norma parla delle tre annualità precedenti: se in quel periodo non risulta attività d’impresa, artistica o professionale, la partita IVA può essere chiusa d’ufficio.
Come faccio a sapere se è arrivata la comunicazione?
Guarda il tuo domicilio digitale, il Cassetto fiscale nella sezione “L’Agenzia scrive” e, se sei una persona fisica, l’App IO. Senza domicilio digitale arriva una raccomandata A/R.
Quanto tempo ho per oppormi?
60 giorni dalla ricezione della comunicazione. Dal sessantesimo giorno la partita IVA viene chiusa.
Se la partita IVA è già stata chiusa posso riaverla?
Sì. Puoi chiedere la riattivazione con una richiesta motivata a qualsiasi ufficio territoriale. Se l’ufficio la accoglie, vale dalla data di apertura originaria, senza interruzioni.
Voglio chiudere davvero: mi conviene aspettare la chiusura d’ufficio?
Se hai smesso di lavorare, è più ordinato chiudere tu con la comunicazione di cessazione e gestire l’ultima dichiarazione. Trovi i passaggi nella guida sulla cessazione della partita IVA forfettaria.
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Fonti: provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate prot. n. 277710 del 12 ottobre 2026, che modifica il provvedimento n. 1415522 del 3 dicembre 2019; articolo 35, comma 15-quinquies, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dall’articolo 7-quater del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193; FiscoOggi, “Chiusura partite Iva inattive, riattivazioni più semplici”, 12 ottobre 2026.
