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    20 ottobre 20267 min di lettura

    Ravvedimento Operoso Forfettari 2026: Calcolo Sanzioni F24

    L'acconto dell'imposta sostitutiva è uno degli adempimenti più importanti per chi è in regime forfettario nel 2026. Si tratta del pagamento anticipato dell'imposta sui redditi dell'anno in corso, calcolato in base a quanto hai pagato l'anno precedente. Sbagliare il calcolo o dimenticare una delle due rate significa esporsi a sanzioni e interessi.

    In questa guida vediamo esattamente come si determina l'acconto, le due possibili modalità di calcolo (metodo storico e metodo previsionale), le scadenze del 30 giugno e del 30 novembre e i codici tributo da usare nel modello F24.

    Partiamo da una regola fondamentale: l'acconto si calcola sull'imposta sostitutiva dell'anno precedente, non sui ricavi dell'anno in corso.

    Chi deve versare l'acconto

    Deve versare l'acconto chi, nell'anno precedente, ha chiuso con un'imposta sostitutiva (quadro LM del modello Redditi PF) superiore a 51,65 euro. Se l'imposta dell'anno precedente è inferiore o pari a questa soglia, nessun acconto è dovuto.

    Chi ha aperto la partita IVA nell'anno in corso (primo anno di attività) non deve l'acconto perché manca il riferimento dell'anno precedente, salvo che non scelga volontariamente il metodo previsionale.

    Base di calcolo: la regola del 100%

    L'acconto totale dovuto è pari al 100% dell'imposta sostitutiva risultante dalla dichiarazione dell'anno precedente (rigo LM42 del quadro LM).

    Attenzione: l'acconto si calcola sull'imposta al netto di detrazioni, crediti d'imposta, ritenute subite e crediti compensati con il modello F24.

    Rate: unica o doppia

    Le modalità di versamento dipendono dall'importo dell'imposta dell'anno precedente:

      • Se l'imposta precedente è inferiore a 257,52 euro: acconto in unica rata entro il 30 novembre, pari al 100% dell'imposta
      • Se l'imposta precedente è pari o superiore a 257,52 euro: acconto in due rate

    Nel caso di due rate:

      • Prima rata: 40% dell'acconto totale, entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione 0,4%)
      • Seconda rata: 60% dell'acconto totale, entro il 30 novembre

    Metodo storico e metodo previsionale

    Hai due modi per calcolare l'acconto:

    Metodo storico: applichi il 100% all'imposta effettivamente pagata l'anno precedente. È la via più sicura perché se l'anno in corso chiuderà con un'imposta maggiore o uguale a quella precedente, nessuna sanzione.

    Metodo previsionale: stimi quanto sarà l'imposta dell'anno in corso e versi il 100% di quella stima. Utile se prevedi un calo di fatturato. Rischio: se la tua stima si rivela sottodimensionata, l'Agenzia applica sanzioni sulla differenza non versata.

    Esempio pratico 1: acconto in unica rata

    Anna è una copywriter forfettaria. Nel 2025 ha chiuso con un'imposta sostitutiva di 180 euro (rigo LM42).

      • Essendo l'importo inferiore a 257,52 euro, l'acconto per il 2026 va in unica rata
      • Acconto: 100% × 180 = 180 euro
      • Scadenza: 30 novembre 2026
      • Codice tributo: 1791

    Esempio pratico 2: acconto in due rate

    Francesco è un consulente informatico forfettario. Nel 2025 ha chiuso con un'imposta sostitutiva di 3.200 euro.

      • Acconto totale: 100% × 3.200 = 3.200 euro
      • Prima rata (40%): 1.280 euro entro il 30 giugno 2026 (codice 1790)
      • Seconda rata (60%): 1.920 euro entro il 30 novembre 2026 (codice 1791)
      • Saldo imposta 2026: verrà calcolato nel modello Redditi PF presentato nel 2027 (codice 1792)

    Esempio pratico 3: metodo previsionale per calo di fatturato

    Chiara nel 2025 ha chiuso con imposta sostitutiva di 2.500 euro. Nel 2026 ha avuto un calo di lavoro e stima che l'imposta sarà di circa 1.400 euro.

    Opzione metodo storico: dovrebbe versare 2.500 euro di acconto (1.000 + 1.500), più del dovuto.

    Opzione metodo previsionale: versa 1.400 euro totali (560 a giugno + 840 a novembre). Se la stima si rivela corretta, nulla da versare a saldo. Se invece l'imposta effettiva 2026 risulta superiore ai 1.400 euro stimati, sulla differenza non versata si applicano sanzioni.

    Codici tributo nel modello F24

    I codici tributo da utilizzare per l'imposta sostitutiva del regime forfettario sono:

      • 1790: acconto prima rata (giugno)
      • 1791: acconto seconda rata o acconto unico (novembre)
      • 1792: saldo (giugno dell'anno successivo, in sede di dichiarazione)

    L'anno di riferimento da indicare nel modello F24 è l'anno d'imposta, cioè il 2026 per gli acconti versati nel 2026, non l'anno di versamento.

    Rateizzazione della prima rata di acconto

    La prima rata di acconto (quella di giugno) può essere rateizzata fino a novembre, con interessi dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. La seconda rata di novembre invece deve essere versata in unica soluzione.

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    Attenzione: il saldo dell'anno precedente, versato insieme alla prima rata di acconto a giugno, può anch'esso essere rateizzato con la stessa modalità.

    Cosa succede se sbagli o salti un versamento

    Se dimentichi un acconto o versi meno del dovuto, puoi rimediare con il ravvedimento operoso, pagando l'importo mancante, una sanzione ridotta (dallo 0,0833% al giorno per i primi 14 giorni fino al 3,125% dopo i 90 giorni) e gli interessi legali calcolati giorno per giorno.

    Il ravvedimento è possibile fino a quando non ti viene notificato un avviso bonario o un accertamento.

    Come gestire acconti e scadenze senza errori

    Il calcolo degli acconti richiede attenzione: devi conoscere l'imposta sostitutiva dell'anno precedente, decidere il metodo (storico o previsionale), rispettare due scadenze diverse e usare i codici tributo giusti nel modello F24. Un errore si traduce in sanzioni.

    Con Il Mio Forfettario hai il calcolo esatto dell'imposta sostitutiva aggiornato in tempo reale sulla base delle fatture emesse e dei contributi versati (ricordando che i contributi previdenziali sono deducibili dal reddito). Il modello F24 arriva già compilato con i codici tributo corretti, scaricabile con un click e inviato via email in allegato 14 giorni prima di ogni scadenza. Il calendario con promemoria è sincronizzabile con Google Calendar, e l'assistente AI integrato risponde ai tuoi dubbi sulla tua situazione fiscale specifica.

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    FAQ sull'acconto imposta sostitutiva forfettari

    Devo versare l'acconto se sono al primo anno di partita IVA forfettaria?

    No, al primo anno di attività non è dovuto alcun acconto perché manca il riferimento dell'imposta dell'anno precedente. Il primo versamento sarà il saldo entro il 30 giugno dell'anno successivo, insieme eventualmente al primo acconto per l'anno in corso.

    Posso scegliere il metodo previsionale senza rischi?

    Il metodo previsionale è legittimo ma rischioso: se la tua stima si rivela inferiore all'imposta effettiva, sulla differenza non versata si applicano sanzioni per insufficiente versamento. È consigliabile solo quando sei ragionevolmente certo di un calo di fatturato.

    Se l'anno scorso ero in regime ordinario e ora passo al forfettario, come calcolo l'acconto?

    Puoi applicare il metodo storico calcolando l'acconto sull'IRPEF versata l'anno precedente in regime ordinario, oppure usare il metodo previsionale stimando l'imposta sostitutiva del nuovo regime. Il metodo previsionale in questo caso è spesso più conveniente perché l'imposta sostitutiva è di norma inferiore all'IRPEF.

    Posso compensare l'acconto con crediti d'imposta nel modello F24?

    Sì, puoi compensare l'acconto con crediti d'imposta disponibili (ad esempio il credito IRPEF risultante dalla dichiarazione dell'anno precedente, o altri crediti fiscali) nel rispetto dei limiti di compensazione previsti.

    Cosa succede se non raggiungo i 51,65 euro di imposta?

    Se l'imposta sostitutiva dell'anno precedente è pari o inferiore a 51,65 euro, nessun acconto è dovuto per l'anno in corso. Verserai solo l'eventuale saldo in sede di dichiarazione dei redditi.

    La prima rata di acconto si può rateizzare?

    Sì, la prima rata di acconto (30 giugno) si può rateizzare fino al mese di novembre, con interessi dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. La seconda rata di novembre invece va versata in unica soluzione.

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