Ok, partiamo dalla buona notizia
Se sei in regime forfettario — o stai pensando di aprire partita IVA in forfettario nel 2026 — ecco la notizia che aspettavi: il regime c'è ancora, è ancora conveniente, e nella sostanza funziona come prima.
Niente rivoluzioni, niente botte a sorpresa. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato l'impianto del regime forfettario, con qualche novità utile e qualche controllo in più da conoscere.
Il problema è che, come al solito, le informazioni girano in modo confuso: un amico ti dice una cosa, il commercialista un'altra, e online trovi dieci articoli che si contraddicono.
Quindi facciamo ordine. In 5 minuti ti spieghiamo tutto quello che conta davvero per il 2026 — senza tecnicismi, senza giri di parole, e con alla fine una cosa pratica che puoi fare subito per metterti al riparo.
1. La soglia degli 85.000 euro è confermata
Questa è la prima cosa che tutti si chiedono: "posso continuare a fatturare fino a 85.000 euro?"
Sì. Il limite resta 85.000 euro di ricavi o compensi nell'anno.
Ma attenzione, perché dentro questa soglia si nascondono tre scenari molto diversi:
- Fino a 85.000 € → resti tranquillamente nel forfettario anche l'anno dopo.
- Tra 85.001 e 100.000 € → esci dal regime dall'anno successivo. Quest'anno paghi ancora la flat tax, ma dall'anno dopo torni alla tassazione ordinaria.
- Oltre 100.000 € → uscita immediata, già nello stesso anno. Da quel momento applichi l'IVA sulle fatture e paghi l'IRPEF ordinaria su tutto il reddito dell'anno.
Il messaggio è semplice: tenere d'occhio il fatturato mese per mese non è più un'opzione, è un obbligo pratico. Superare i 100.000 senza accorgersene può costare caro.
2. Se hai anche un lavoro dipendente o la pensione: soglia a 35.000 €
Una delle novità che interessa a tantissimi forfettari (freelance con secondo lavoro, insegnanti che fanno consulenze, pensionati che fatturano): la soglia dei 35.000 € per i redditi da lavoro dipendente o pensione è stata prorogata anche per il 2026.
In pratica:
- Se nel 2025 hai percepito meno di 35.000 € lordi da lavoro dipendente o pensione → puoi restare (o entrare) nel forfettario nel 2026.
- Se hai superato i 35.000 € → non puoi accedere o mantenere il regime.
Questa soglia era data per scomparire e invece resta. Per migliaia di persone con doppia attività è una boccata d'ossigeno.
3. La flat tax resta al 15% (e al 5% per i primi 5 anni)
Niente aumenti. L'imposta sostitutiva è sempre:
- 15% per la maggior parte dei forfettari
- 5% per i primi 5 anni di nuova attività, se rispetti i requisiti di novità
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Calcola Gratis →Ricordati che dal reddito imponibile puoi dedurre i contributi previdenziali obbligatori che hai pagato (INPS, casse professionali). È una delle cose che la gente si dimentica più spesso — e significa pagare più tasse del dovuto.
4. I controlli automatici diventano più stringenti
Questa è la novità meno "gridata" ma forse la più importante: l'Agenzia delle Entrate nel 2026 incrocia più dati, più velocemente.
Cosa controlla in automatico:
- Incrocio tra fatture elettroniche emesse e ricavi dichiarati
- Verifica della soglia 85.000 € in tempo quasi reale
- Spese per personale (limite 20.000 € lordi annui per dipendenti, collaboratori, lavoro accessorio)
- Coerenza tra codice ATECO dichiarato e tipologia di operazioni fatturate
Tradotto: gli errori di ingenuità, una volta, passavano inosservati. Oggi no. Un codice ATECO sbagliato, una fattura dimenticata, un contributo non dedotto — tutte cose che prima si sistemavano a posteriori, adesso finiscono in lettere di compliance o avvisi bonari molto più rapidamente.
5. Fattura elettronica: obbligo per tutti, senza eccezioni
Già dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari, indipendentemente dal fatturato. Nel 2026 è ormai assodato — niente più esenzioni, niente più periodi transitori.
Se ancora fatturi in carta o PDF "alla vecchia maniera", sei fuori norma. E con i nuovi controlli automatici, è solo questione di tempo prima che arrivi una segnalazione.
6. Cosa dovresti fare adesso (in concreto)
Va bene la teoria, ma parliamo di cose pratiche. Ecco la checklist minima per partire col piede giusto nel 2026:
- ✅ Controlla il fatturato 2025: sei sotto 85k? Sotto 100k? Questo decide se resti nel regime.
- ✅ Verifica il codice ATECO: è ancora quello giusto per quello che fai oggi?
- ✅ Deduci i contributi previdenziali 2025 nella dichiarazione del 2026.
- ✅ Sistema la fatturazione elettronica se non l'hai ancora messa a regime.
- ✅ Pianifica gli acconti di novembre per non trovarti senza liquidità.
- ✅ Avere un sistema — app, gestionale, o consulente — che ti avvisa prima di superare le soglie.
Ed è proprio qui che molti forfettari si perdono: non nella normativa, ma nell'esecuzione pratica giorno per giorno.
La verità che nessuno dice
Il regime forfettario è pensato per essere semplice. Ma "semplice" non significa "te ne puoi dimenticare". Significa che se hai il supporto giusto, tutta questa roba — soglie, controlli, deduzioni, fattura elettronica, acconti — diventa una routine da 10 minuti al mese.
Senza supporto, invece, diventa una fonte costante di ansia, errori e lettere dell'Agenzia.
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