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    19 giugno 20268 min di lettura

    Acconto Imposta Sostitutiva Forfettario 2026

    L'acconto dell'imposta sostitutiva nel regime forfettario è uno degli aspetti più confusi della gestione fiscale per chi ha la partita IVA agevolata. Acconto imposta sostitutiva forfettario: quanto si paga, quando, con quali codici tributo? La risposta dipende da un numero preciso — €51,65 — che determina se paghi in un'unica soluzione o in due rate, e se devi versare il 100% o puoi calcolare in modo diverso.

    Molti forfettari al primo anno non sanno nemmeno di dover pagare un acconto, e si trovano a giugno con un F24 che include saldo dell'anno precedente + primo acconto dell'anno in corso: un doppio colpo che può creare seri problemi di liquidità se non pianificato.

    In questa guida vediamo esattamente come funziona il meccanismo degli acconti, con le regole aggiornate al 2026, esempi di calcolo euro per euro, i codici tributo da usare nel modello F24, e le strategie per evitare di pagare troppo (o troppo poco).

    Come funziona l'acconto: il metodo storico

    L'acconto dell'imposta sostitutiva segue le stesse logiche degli acconti IRPEF, con alcune semplificazioni. Il principio base è il metodo storico: l'acconto per l'anno 2026 si calcola sulla base dell'imposta sostitutiva dovuta per il 2025 (risultante dal Modello Redditi PF 2026, periodo d'imposta 2025).

    La formula è semplice:

    Acconto 2026 = Imposta sostitutiva 2025 × 100%

    Sì, il 100%. A differenza dell'IRPEF (dove l'acconto è storicamente stato tra il 98% e il 100%), per l'imposta sostitutiva forfettaria l'acconto è pari al 100% dell'imposta dell'anno precedente. Questo perché il legislatore presume che il reddito dell'anno in corso sia almeno pari a quello dell'anno precedente.

    La soglia dei €51,65: una o due rate?

    Ecco la regola chiave che molti sbagliano:

      • Se l'imposta sostitutiva dell'anno precedente è ≤ €51,65: nessun acconto dovuto. Pagherai tutto a saldo l'anno dopo.
      • Se l'imposta sostitutiva è > €51,65 ma ≤ €257,52: paghi l'acconto in un'unica soluzione (100%) entro il 30 novembre 2026.
    • Se l'imposta sostitutiva è > €257,52: paghi l'acconto in due rate:

        • 1ª rata (40%): entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%)
        • 2ª rata (60%): entro il 30 novembre 2026

    La soglia di €51,65 si applica all'imposta sostitutiva al netto di eventuali crediti d'imposta e detrazioni già applicati. Il dato da prendere come riferimento è il rigo LM42 (o LM47 per chi è al 5%) del Modello Redditi PF — quello è il campo "imposta dovuta" che determina l'acconto.

    Esempi pratici di calcolo dell'acconto

    Esempio 1: primo anno di attività (nessun acconto)

    Sara è una psicologa che ha aperto partita IVA forfettaria a marzo 2026. Nel 2025 non aveva partita IVA, quindi l'imposta sostitutiva 2025 è pari a zero.

    Acconto 2026 = €0 × 100% = €0

    Sara non deve pagare nessun acconto nel 2026. Pagherà il saldo dell'imposta sostitutiva 2026 con il Modello Redditi PF 2027 (scadenza 30 giugno 2027), insieme al primo acconto 2027.

    Attenzione: questo significa che nel primo anno non paghi nulla di imposte, ma l'anno successivo paghi saldo + acconto insieme. È il famoso "doppio pagamento" del secondo anno che colpisce molti nuovi forfettari.

    Esempio 2: imposta sotto la soglia (nessun acconto)

    Luca è un consulente grafico con coefficiente di redditività 78%. Nel 2025 ha fatturato €3.000.

    VoceCalcoloImporto
    Fatturato 2025—€3.000
    Reddito imponibile€3.000 × 78%€2.340
    Contributi INPS versati nel 2025—€610 (ipotesi)
    Reddito al netto dei contributi€2.340 − €610€1.730
    Imposta sostitutiva (5% primo quinquennio)€1.730 × 5%€86,50

    L'imposta è €86,50, superiore a €51,65 ma inferiore a €257,52. Luca paga l'acconto 2026 in un'unica rata di €86,50 entro il 30 novembre 2026.

    Esempio 3: acconto in due rate (caso più comune)

    Giulia è un'avvocata in regime forfettario dal 2022. Nel 2025 ha fatturato €40.000 con coefficiente 78% e aliquota 15%.

    VoceCalcoloImporto
    Fatturato 2025—€40.000
    Reddito imponibile€40.000 × 78%€31.200
    Contributi Cassa Forense versati nel 2025—€5.300 (ipotesi)
    Reddito al netto contributi€31.200 − €5.300€25.900
    Imposta sostitutiva 2025€25.900 × 15%€3.885

    L'acconto 2026 è pari al 100% di €3.885 = €3.885, da versare in due rate:

      • 1ª rata (40%): €3.885 × 40% = €1.554 entro il 30 giugno 2026
      • 2ª rata (60%): €3.885 × 60% = €2.331 entro il 30 novembre 2026

    A giugno 2026, Giulia pagherà anche il saldo dell'imposta 2025 (se non coperto dagli acconti già versati nel 2025). Il totale di giugno può essere significativo.

    Il metodo previsionale: quando conviene

    Il metodo storico non è l'unico. Esiste il metodo previsionale: anziché calcolare l'acconto sull'imposta dell'anno precedente, lo calcoli sull'imposta che prevedi di dover pagare per l'anno in corso.

    Quando conviene il metodo previsionale?

      • Quando prevedi di fatturare molto meno dell'anno precedente: es. hai avuto un incarico straordinario nel 2025 che non si ripeterà
      • Quando hai iniziato a versare contributi più alti: es. hai avuto un conguaglio previdenziale che abbassa il reddito netto
      • Quando stai per cessare l'attività: se chiudi la partita IVA a metà anno, il reddito 2026 sarà molto inferiore

    Attenzione al rischio: se usi il metodo previsionale e poi l'imposta effettiva risulta superiore a quanto versato come acconto, dovrai pagare la differenza a saldo più le sanzioni per insufficiente versamento (30% dell'importo non versato, riducibile con ravvedimento operoso). Il metodo previsionale è vantaggioso ma rischioso: usalo solo se sei ragionevolmente certo del calo di reddito.

    Codici tributo F24 per l'imposta sostitutiva forfettaria

    I codici tributo da utilizzare nel modello F24 per l'imposta sostitutiva del regime forfettario sono specifici e diversi da quelli IRPEF. Ecco quelli corretti:

    Codice tributoDescrizioneQuando si usa
    1790Imposta sostitutiva regime forfettario — Acconto prima rata30 giugno (o 30 luglio con +0,40%)
    1791Imposta sostitutiva regime forfettario — Acconto seconda rata o unica soluzione30 novembre
    1792Imposta sostitutiva regime forfettario — Saldo30 giugno anno successivo

    Nel modello F24 compila la sezione Erario, indicando:

    Errore comune: confondere il codice 1792 (saldo) con il 1791 (acconto seconda rata). Sono due cose diverse. Il saldo si riferisce all'imposta dell'anno precedente, l'acconto alla previsione dell'anno in corso.

    Scadenze 2026 per l'acconto dell'imposta sostitutiva

    Riepilogo delle date chiave:

    ScadenzaAdempimentoCodice F24
    30 giugno 2026Saldo imposta sostitutiva 2025 + 1° acconto 2026 (40%)1792 (saldo) + 1790 (acconto)
    30 luglio 2026Stessi versamenti con maggiorazione 0,40%1792 + 1790 (con maggiorazione)
    30 novembre 20262° acconto 2026 (60%) o acconto unica soluzione (100%)1791

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    Nota sulla maggiorazione di luglio: se non riesci a versare entro il 30 giugno, puoi pagare entro il 30 luglio aggiungendo lo 0,40% di maggiorazione sull'importo dovuto. La maggiorazione si calcola sull'intero importo della rata, non solo sull'acconto.

    Il 30 novembre non è rateizzabile: il secondo acconto (o l'acconto in unica soluzione) del 30 novembre deve essere versato in un'unica volta. Non è possibile rateizzarlo come si può fare con il saldo e il primo acconto di giugno.

    Primo anno di attività: il "doppio pagamento" del secondo anno

    Questo è il punto dolente per molti nuovi forfettari. Vediamo cosa succede con un esempio completo.

    Marco apre partita IVA forfettaria a gennaio 2025 come sviluppatore web (codice ATECO 62.01.00, coefficiente 67%). È iscritto alla Gestione Separata INPS. Nel 2025 fattura €30.000.

    Anno 2025 (primo anno)

    Nessun acconto dovuto (non c'è imposta dell'anno precedente). Marco non paga nulla di imposta sostitutiva nel 2025.

    Anno 2026 (il "secondo anno" critico)

    A giugno 2026, con il Modello Redditi PF 2026, Marco deve versare:

    VoceCalcoloImporto
    Reddito imponibile 2025€30.000 × 67%€20.100
    Contributi INPS versati nel 2025€20.100 × 26,07%€5.240 (ipotesi)
    Reddito netto 2025€20.100 − €5.240€14.860
    Imposta sostitutiva 2025 (5%)€14.860 × 5%€743

    A giugno 2026 Marco paga:

    A novembre 2026:

    Totale imposta sostitutiva versata nel 2026: €743 (saldo 2025) + €297 (1° acconto 2026) + €446 (2° acconto 2026) = €1.486.

    A questo si aggiungono i contributi previdenziali INPS. Il secondo anno è sempre il più pesante. La chiave è pianificarlo in anticipo, mettendo da parte circa il 20-25% di ogni incasso fin dal primo giorno.

    Acconto e contributi previdenziali: non confonderli

    L'acconto dell'imposta sostitutiva è separato dagli acconti dei contributi previdenziali. Sono due adempimenti distinti con scadenze che possono coincidere o meno:

    Un errore comune è dimenticare che i contributi previdenziali sono deducibili dal reddito nel regime forfettario. La formula corretta è:

    Imposta sostitutiva = (Ricavi × coefficiente ATECO − contributi previdenziali versati) × aliquota (5% o 15%)

    Questo significa che più contributi versi, meno imposta sostitutiva paghi. Ed è anche il motivo per cui l'acconto calcolato con il metodo storico potrebbe essere leggermente impreciso: se nell'anno in corso versi contributi diversi dall'anno precedente, l'imposta effettiva sarà diversa.

    FAQ sull'acconto dell'imposta sostitutiva

    Cosa succede se non pago l'acconto dell'imposta sostitutiva entro la scadenza?

    Si applica una sanzione del 30% sull'importo non versato (art. 13 D.Lgs. 471/1997). Tuttavia, puoi ridurla significativamente con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997): la sanzione scende allo 0,1% per ogni giorno di ritardo entro i primi 14 giorni, al 1,5% (1/10 del 15%) entro 30 giorni, al 1,67% (1/9 del 15%) entro 90 giorni, e via crescendo. Più paghi velocemente, meno sborsi in sanzioni. Il ravvedimento include anche gli interessi legali.

    Posso rateizzare l'acconto di novembre?

    No. Il secondo acconto (scadenza 30 novembre) deve essere versato in un'unica soluzione. La rateizzazione è possibile solo per il saldo e il primo acconto di giugno, che possono essere dilazionati in rate mensili con interessi del 4% annuo, con scadenza massima 16 dicembre.

    Se ho versato troppo come acconto, cosa succede?

    Se l'acconto versato supera l'imposta effettivamente dovuta, generi un credito d'imposta. Puoi utilizzarlo in compensazione tramite F24 per pagare altri tributi (INPS, imposta sostitutiva futura, ecc.) oppure chiederne il rimborso in dichiarazione dei redditi. La compensazione è immediata e più pratica.

    Nel primo anno di forfettario pago qualche acconto?

    No. Nel primo anno di attività non hai un'imposta sostitutiva dell'anno precedente su cui calcolare l'acconto, quindi non devi versare nessun acconto. Pagherai tutto l'anno successivo: saldo dell'imposta del primo anno + primo acconto per il secondo anno. Pianifica fin da subito accantonando il 20-25% di ogni incasso.

    L'acconto si paga anche se sono al 5% (primo quinquennio)?

    Sì. Le regole sugli acconti si applicano indipendentemente dall'aliquota (5% o 15%). L'unica differenza è l'importo: con il 5% l'acconto sarà più basso perché l'imposta dell'anno precedente è più bassa. I codici F24 (1790, 1791, 1792) sono gli stessi.

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