La fattura di un medico forfettario con contributo ENPAM nel 2026 ha alcune particolarità che la distinguono dalle fatture di altri professionisti forfettari: non c'è contributo integrativo da addebitare al paziente (a differenza di avvocati o ingegneri), ma vanno gestite correttamente l'esenzione IVA per prestazioni sanitarie, l'esenzione da ritenuta d'acconto, la marca da bollo e la trasmissione (o non trasmissione) al Sistema Tessera Sanitaria.
In questa guida vediamo passo per passo come si compila una fattura corretta, con un esempio reale e tutte le diciture obbligatorie per non incorrere in contestazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate o dei pazienti.
Un chiarimento utile fin da subito: il contributo ENPAM Quota B (quello legato ai redditi professionali) non si addebita in fattura al paziente. Il medico lo versa autonomamente in base alla dichiarazione reddituale annuale (Modello D, scadenza 31 luglio), con prima rata al 31 luglio e seconda al 31 ottobre.
Le voci che compongono la fattura di un medico forfettario
Una fattura emessa da un medico in regime forfettario deve contenere questi elementi:
- Dati del medico (nome, cognome, codice fiscale, partita IVA, indirizzo)
- Dati del paziente (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo)
- Numero progressivo e data
- Descrizione della prestazione sanitaria
- Compenso (importo unico, senza addebito di IVA)
- Marca da bollo €2 se l'importo supera €77,47
- Dicitura di esenzione IVA ex art. 10 n. 18 DPR 633/72
- Dicitura di esenzione dal regime forfettario
- Dicitura di esenzione da ritenuta d'acconto
Esempio pratico: visita medica da 120 euro
Dott.ssa Elena, medico in regime forfettario, visita un paziente privato e gli emette fattura per 120 euro. Ecco come si compone:
- Prestazione: Visita medica specialistica cardiologica
- Compenso: 120,00 euro
- Marca da bollo (importo superiore a 77,47 euro): 2,00 euro
- Totale fattura: 122,00 euro
Il paziente paga 122 euro. Nel reddito della dott.ssa Elena vanno considerati solo i 120 euro di compenso, non i 2 euro di marca da bollo riaddebitata (se la marca è riaddebitata al cliente, l'Agenzia delle Entrate con risposta a interpello 428/2022 ha chiarito che in regime forfettario rientra comunque nei compensi: è un punto su cui molti commercialisti mantengono prudenza e tendono a includerla).
Le diciture obbligatorie in fattura
Nel corpo della fattura vanno riportate tre diciture fondamentali:
1. Esenzione IVA sanitaria:
"Operazione esente IVA ex art. 10, n. 18, DPR 633/72"
2. Regime forfettario:
"Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi da 54 a 89, Legge 190/2014 - Regime forfettario"
3. Esenzione ritenuta d'acconto:
"Si richiede la non applicazione della ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, Legge 190/2014"
La terza dicitura è rilevante solo se il cliente è un sostituto d'imposta (ad esempio una struttura sanitaria che paga una prestazione professionale). Per il paziente privato non è strettamente necessaria, ma è buona prassi inserirla sempre nel template.
Marca da bollo: quando e come applicarla
Sulle fatture dei forfettari, la marca da bollo da €2 è obbligatoria quando l'importo complessivo della fattura supera €77,47 (soglia prevista dall'art. 13 della Tariffa allegata al DPR 642/72). Vale per tutte le fatture esenti IVA, incluse quindi quelle dei medici.
In fattura elettronica la marca da bollo si assolve in modo virtuale: non si applica materialmente il contrassegno adesivo, ma si indica nel campo apposito del tracciato XML. L'Agenzia delle Entrate liquida l'importo dovuto e invia un F24 trimestrale precompilato con il codice tributo 2501.
Fattura elettronica o cartacea per i medici?
Dal 2024 anche i medici forfettari sono tenuti all'emissione della fattura elettronica. Tuttavia, per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche i cui dati devono essere trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria (STS), vige il divieto di emissione tramite SDI: queste fatture vanno gestite extra-SDI e trasmesse al STS secondo le regole del decreto.
Per le prestazioni verso soggetti titolari di partita IVA (ad esempio collaborazioni con cliniche, consulenze a studi), la fattura elettronica via SDI è obbligatoria.
Codice destinatario per clienti italiani
Quando si emette fattura elettronica via SDI verso un cliente italiano titolare di partita IVA, il codice destinatario è quello comunicato dal cliente stesso (7 caratteri alfanumerici) oppure la PEC. Se il cliente non ha fornito nulla, si usa il codice convenzionale "0000000" e la fattura resta disponibile nel cassetto fiscale del destinatario.
Il contributo ENPAM non si addebita in fattura
A differenza di altre casse (Cassa Forense 4%, INARCASSA 4%, ENPAP 2%), ENPAM non prevede un contributo integrativo da addebitare al paziente in fattura. Il medico paga da solo:
- Quota A (contributo fisso base), con rate al 30 aprile e 31 ottobre
- Quota B (percentuale sul reddito professionale), con dichiarazione Modello D entro il 31 luglio, prima rata al 31 luglio e seconda al 31 ottobre
Entrambe le quote sono interamente deducibili dal reddito imponibile ai fini dell'imposta sostitutiva.
Fattura elettronica, STS e F24 ENPAM in un unico gestionale
Il Mio Forfettario è progettato per gestire tutte le specificità dei medici forfettari: template di fattura con diciture precompilate (esenzione IVA sanitaria, forfettario, ritenuta), marca da bollo calcolata in automatico, invio allo SDI con un click per le fatture B2B e gestione separata delle fatture ai pazienti privati.
Oltre alla fatturazione, il gestionale calcola Quota A e Quota B ENPAM, genera gli F24 già compilati per tutte le scadenze (30 aprile, 31 luglio, 31 ottobre) e li invia via email 14 giorni prima della scadenza.
FAQ fattura medico forfettario ENPAM
Devo addebitare il contributo ENPAM al paziente?
No. ENPAM non prevede un contributo integrativo da addebitare in fattura. Quota A e Quota B si versano direttamente dal medico in base alle scadenze della Fondazione.
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Calcola Gratis →La marca da bollo da €2 è sempre obbligatoria?
Solo se il totale della fattura supera €77,47. Sotto questa soglia non serve.
Devo emettere fattura elettronica o cartacea al paziente privato?
Le prestazioni sanitarie i cui dati devono essere trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria non vanno inviate allo SDI: si gestiscono extra-SDI e si trasmettono al STS. Per clienti con partita IVA invece la fattura elettronica via SDI è obbligatoria.
Devo applicare l'IVA in fattura?
No. Il forfettario non applica IVA e in più le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ex art. 10 n. 18 DPR 633/72. In fattura va solo il compenso, senza alcuna aliquota IVA.
Come gestisco l'esenzione dalla ritenuta d'acconto?
Inserisci la dicitura "Si richiede la non applicazione della ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1 comma 67 Legge 190/2014". Il cliente sostituto d'imposta non effettuerà la ritenuta.
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