Se sei in regime forfettario e lavori con clienti extra UE (Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera, Canada, Australia o qualsiasi Paese fuori dall'Unione Europea), le regole di fatturazione sono diverse da quelle che usi per clienti italiani o UE. Nel 2026 l'obbligo di fattura elettronica via SDI non si applica alle operazioni verso soggetti non stabiliti in Italia, ma devi comunque emettere una fattura corretta e trasmettere i dati all'Agenzia delle Entrate.
In questa guida vediamo come emettere una fattura verso un cliente extra UE, quale codice destinatario usare, cosa scrivere al posto dell'IVA e come gestire la comunicazione dei dati transfrontalieri. Trovi anche un esempio pratico.
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Fatturazione extra UE forfettari: le regole generali
Prima di tutto una premessa importante: i forfettari non applicano l'IVA in fattura, né verso clienti italiani né verso clienti esteri. Quindi non devi preoccuparti di aliquote IVA, reverse charge o esenzioni particolari legate all'IVA. Però devi comunque emettere una fattura con tutti i dati corretti e seguire la procedura specifica per le operazioni transfrontaliere.
Dal punto di vista fiscale, la fattura verso un cliente extra UE è un'operazione "non soggetta" all'IVA ai sensi dell'art. 7-ter del DPR 633/72 per le prestazioni di servizi B2B. Per i beni esportati fuori UE si parla di operazione "non imponibile" ex art. 8 del DPR 633/72, ma per i forfettari che vendono servizi (la maggioranza) la dicitura corretta è "operazione non soggetta ad IVA ex art. 7-ter DPR 633/72".
Codice destinatario per fatture extra UE
Il codice destinatario è il campo che identifica il canale di ricezione della fattura elettronica. Per i clienti extra UE si usa il codice convenzionale "XXXXXXX" (sette X maiuscole). Questo codice indica allo SDI che il destinatario non ha un canale telematico italiano e non riceverà la fattura tramite SDI.
Attenzione: anche se il cliente è extra UE e non riceve la fattura via SDI, tu devi comunque emettere la fattura elettronica XML e trasmetterla al Sistema di Interscambio. Questa è la differenza principale rispetto al passato: dal 2022 l'esterometro è stato abolito e tutte le operazioni transfrontaliere passano attraverso lo SDI con il codice XXXXXXX.
Come inviare la fattura al cliente extra UE
Dato che il cliente estero non riceve la fattura via SDI, devi inviargli una copia tramite un canale alternativo. Le opzioni più comuni sono:
- Email con PDF allegato: la soluzione più usata. Converti la fattura XML in PDF e la invii al cliente via email.
- Portale cliente: se il cliente ha un sistema di gestione fornitori online, carichi lì la fattura.
- Posta cartacea: raramente richiesta, solo per clienti che insistono su documenti fisici.
Il PDF non ha valore fiscale per l'Italia (quello valido è l'XML trasmesso allo SDI), ma serve al cliente estero per registrare il pagamento nella sua contabilità secondo le regole del suo Paese.
Dati obbligatori in fattura verso cliente extra UE
Ecco cosa deve contenere la fattura elettronica XML verso un cliente extra UE:
- Codice destinatario: XXXXXXX
- CAP del cliente: 00000 (sette zeri)
- Provincia: non si compila
- Nazione: codice ISO a due lettere (US per Stati Uniti, GB per Regno Unito, CH per Svizzera, ecc.)
- Partita IVA/Codice fiscale: numero identificativo fiscale del cliente nel suo Paese (se persona fisica senza codice fiscale, si usa 99999999999 o il tax ID disponibile)
- Natura operazione: N2.1 per prestazioni di servizi non soggette ex art. 7-ter, N3.1 per cessioni di beni non imponibili ex art. 8
- Dicitura in fattura: "Operazione non soggetta ad IVA ai sensi dell'art. 7-ter DPR 633/72" per i servizi B2B
- Riferimento regime forfettario: "Operazione effettuata in regime forfettario ex art. 1 c. 54-89 L. 190/2014"
Esempio pratico: fattura di un web designer forfettario a cliente USA
Marco è un web designer in regime forfettario (coefficiente 78%). Realizza un sito web per un'azienda americana con sede a New York per un compenso di 3.000 dollari (equivalente a 2.750 euro al cambio del giorno).
Dati fattura:
- Cliente: Acme Inc., 123 Fifth Avenue, New York, NY 10001, USA
- Codice destinatario: XXXXXXX
- CAP: 00000
- Nazione: US
- Tax ID cliente: EIN americano (es. 12-3456789)
- Imponibile: 2.750,00 euro
- Natura: N2.1
- Dicitura: "Operazione non soggetta ad IVA ex art. 7-ter DPR 633/72. Operazione effettuata in regime forfettario ex art. 1 c. 54-89 L. 190/2014."
- Marca da bollo: 2 euro se il totale supera 77,47 euro (quasi sempre)
Marco trasmette la fattura allo SDI con il codice XXXXXXX, poi invia il PDF via email a Acme Inc. per il pagamento. Nel reddito dichiarerà i 2.750 euro moltiplicati per il coefficiente 78%.
Marca da bollo sulle fatture extra UE
La marca da bollo da 2 euro si applica anche alle fatture verso clienti extra UE se il totale supera 77,47 euro, come per tutte le fatture dei forfettari. Si inserisce virtualmente nel campo "Bollo" della fattura elettronica e si versa trimestralmente tramite F24 con il codice tributo 2521.
Esportazione di beni verso Paesi extra UE
Se non vendi servizi ma beni fisici (es. prodotti artigianali, libri, oggetti), la fattura verso cliente extra UE segue regole in parte diverse:
- Natura operazione: N3.1 (non imponibile per esportazioni ex art. 8 c. 1 lett a DPR 633/72)
- Dicitura: "Operazione non imponibile ex art. 8 c. 1 lett a DPR 633/72"
- Documentazione doganale: devi conservare la bolla doganale di esportazione (DAU) che prova l'uscita della merce dall'UE
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Cosa succede se sbaglio il codice destinatario
Se usi il codice destinatario sbagliato (es. 0000000 invece di XXXXXXX) per un cliente extra UE, la fattura viene comunque accettata dallo SDI ma non viene recapitata correttamente. In caso di controllo, l'Agenzia delle Entrate può chiederti chiarimenti sulla gestione dell'operazione transfrontaliera. Puoi correggere emettendo una nota di credito e rifatturando con il codice corretto.
Fatture extra UE semplificate con Il Mio Forfettario
Gestire le fatture a clienti extra UE richiede attenzione a dettagli che su una fattura italiana non ci sono: codice destinatario XXXXXXX, CAP a zeri, natura dell'operazione N2.1 o N3.1, dicitura specifica. Un errore e la fattura va rifatta.
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Domande frequenti sulle fatture extra UE in regime forfettario
I forfettari devono emettere fattura elettronica anche per clienti extra UE?
Sì. Dal 2022 tutti i forfettari (soggetti all'obbligo di fatturazione elettronica) devono emettere fattura elettronica XML e trasmetterla al Sistema di Interscambio anche per operazioni verso clienti extra UE, usando il codice destinatario convenzionale XXXXXXX.
Quale codice destinatario si usa per clienti extra UE?
Si usa il codice convenzionale XXXXXXX (sette X maiuscole). Questo codice indica allo SDI che il destinatario non ha un canale telematico italiano. La fattura va comunque inviata al cliente estero tramite email con PDF allegato.
Devo applicare l'IVA sulle fatture ai clienti extra UE?
No. I forfettari non applicano mai l'IVA in fattura, né verso clienti italiani né esteri. Per i clienti extra UE si indica la natura operazione N2.1 (servizi non soggetti ex art. 7-ter) o N3.1 (beni non imponibili ex art. 8) e si inserisce la dicitura specifica.
Serve la marca da bollo sulle fatture extra UE dei forfettari?
Sì, se il totale della fattura supera 77,47 euro va applicata la marca da bollo da 2 euro, come per tutte le fatture dei forfettari. Si inserisce virtualmente nella fattura elettronica e si versa trimestralmente con F24 codice 2521.
Come indico il codice fiscale di un cliente estero senza partita IVA?
Se il cliente estero è una persona fisica senza un codice fiscale/tax ID formale, puoi inserire 99999999999 nel campo partita IVA e compilare correttamente nome, indirizzo e Paese di residenza. Per aziende, usa il tax ID del Paese del cliente (es. EIN per gli USA).
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