Se hai la partita IVA in regime forfettario, versi i contributi alla Gestione Separata INPS e nel 2025 hai guadagnato molto meno degli anni prima, puoi chiedere l'ISCRO: da €255,53 a €817,69 al mese per sei mesi. La domanda per il 2026 si chiude il 31 ottobre 2026.
In questa guida, aggiornata al 9 ottobre 2026, trovi chi può chiederla, quale reddito conta per chi è forfettario, quanto spetta e che cosa cambia con il decreto sull'aggiornamento professionale pubblicato il 5 ottobre.
Cos'è l'ISCRO
ISCRO significa Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa. È un sostegno pagato dall'INPS ai professionisti con partita IVA iscritti alla Gestione Separata che hanno avuto un forte calo di reddito. Dal 2024 è una misura stabile, prevista dalla Legge 213/2023 (articolo 1, commi da 142 a 155).
Non devi chiudere la partita IVA né smettere di lavorare: l'indennità serve proprio a farti continuare l'attività in un anno difficile.
Chi può chiederla: i requisiti 2026
Devi averli tutti nel momento in cui presenti la domanda.
1. Sei iscritto alla Gestione Separata INPS come professionista con partita IVA.
2. La tua partita IVA è attiva da almeno 3 anni, per l'attività che ti ha fatto iscrivere alla Gestione Separata.
3. Il tuo reddito da lavoro autonomo del 2025 è inferiore al 70% della media dei redditi 2023 e 2024.
4. Il tuo reddito del 2025 non supera €12.749,18.
5. Sei in regola con i contributi previdenziali obbligatori. L'INPS lo controlla con il DURC.
6. Non hai una pensione diretta e non sei assicurato presso altre forme di previdenza obbligatoria.
7. Non ricevi l'Assegno di inclusione.
C'è poi un limite nel tempo: chi ha ricevuto l'ISCRO nel 2024 o nel 2025 non può chiederla nel 2026.
Forfettari: quale reddito conta
Per i requisiti 3 e 4 non contano gli incassi, ma il reddito. Nel regime forfettario il reddito si ottiene applicando agli incassi il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO: è il valore che dichiari nel quadro LM del modello Redditi.
L'INPS considera solo il reddito da lavoro autonomo. Non entrano nel conto i redditi da lavoro dipendente o da partecipazione a un'impresa. Nella domanda autocertifichi i redditi dei tre anni; l'INPS li controlla poi con l'Agenzia delle Entrate.
Quanto spetta e per quanto tempo
L'importo mensile è il 25% della media dei redditi 2023 e 2024, calcolata su sei mesi (cioè divisa per due). Per il 2026 non può essere inferiore a €255,53 né superiore a €817,69 al mese. L'indennità dura sei mesi e parte dal giorno dopo la domanda.
| Media dei redditi 2023 e 2024 | Calcolo | Importo al mese |
|---|---|---|
| €2.000 | 2.000 : 2 × 25% = 250 | €255,53 (minimo) |
| €4.000 | 4.000 : 2 × 25% = 500 | €500,00 |
| €6.000 | 6.000 : 2 × 25% = 750 | €750,00 |
| €14.000 | 14.000 : 2 × 25% = 1.750 | €817,69 (massimo) |
Con l'importo massimo, in sei mesi ricevi €4.906,14.
Due cose da sapere:
- L'indennità concorre alla formazione del reddito. Di norma l'INPS applica una ritenuta d'acconto del 20%, ma per chi è in regime forfettario la ritenuta non si applica.
- I sei mesi di ISCRO non danno contributi figurativi: non aumentano la tua pensione futura.
Come e quando fare domanda
La domanda si presenta solo online, all'INPS, entro il 31 ottobre 2026. Il servizio è aperto dal 15 giugno. Puoi usare:
- il portale INPS, con SPID, CIE o CNS;
- un patronato;
- il Contact Center dell'INPS.
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Calcola Gratis →Il 31 ottobre 2026 è un sabato. La domanda è telematica: non contare su uno slittamento al lunedì e inviala qualche giorno prima.
Prima di iniziare, tieni a portata di mano i redditi 2023, 2024 e 2025 (quadro LM delle tue dichiarazioni) e controlla di aver versato tutti i contributi dovuti alla Gestione Separata.
Novità di ottobre 2026: patto digitale e aggiornamento professionale
Il 5 ottobre 2026 il Ministero del Lavoro ha pubblicato il decreto interministeriale del 3 settembre 2026, che definisce i percorsi di aggiornamento professionale per chi riceve l'ISCRO. In pratica:
- quando la domanda viene accolta, l'INPS ti indica come accedere alla piattaforma SIISL per firmare il patto di attivazione digitale;
- dalla piattaforma puoi scegliere un percorso di aggiornamento, tenuto da enti accreditati, utile al tuo lavoro;
- se dopo 90 giorni dalla firma stai ancora ricevendo l'indennità e non hai avviato alcun percorso, vieni segnalato al Centro per l'impiego, che ti convoca per un orientamento.
La segnalazione non fa perdere in automatico l'indennità.
Quando si perde l'ISCRO
L'indennità si interrompe se, durante i sei mesi:
- inizi a ricevere una pensione diretta;
- ti iscrivi a un'altra forma di previdenza obbligatoria;
- inizi a ricevere l'Assegno di inclusione;
- chiudi la partita IVA. In questo caso l'INPS recupera le somme pagate dopo la chiusura.
Chi riceve l'ISCRO, o la perde per una di queste cause, non può richiederla nei due anni successivi.
Domande frequenti
Sono forfettario: posso chiedere l'ISCRO?
Sì, se versi i contributi alla Gestione Separata INPS e rispetti tutti i requisiti. Il regime fiscale non conta: conta la gestione previdenziale.
Sono artigiano o commerciante in regime forfettario: mi spetta?
No. L'ISCRO è riservata ai professionisti iscritti alla Gestione Separata.
Ho aperto la partita IVA nel 2024: posso fare domanda?
No. La partita IVA deve essere attiva da almeno 3 anni alla data della domanda.
Ho ricevuto l'ISCRO nel 2024 o nel 2025: posso richiederla?
No. Dopo l'anno in cui inizi a riceverla devono passare due anni.
Per i requisiti conta il fatturato o il reddito?
Il reddito. Per chi è forfettario è quello dichiarato nel quadro LM, cioè gli incassi dopo l'applicazione del coefficiente di redditività.
Devo restituire l'ISCRO?
No, non è un prestito. L'INPS recupera solo le somme pagate senza diritto, per esempio dopo la chiusura della partita IVA.
Tieni sotto controllo reddito e contributi tutto l'anno
Per l'ISCRO servono due cose: sapere con precisione qual è il tuo reddito e avere i contributi in regola. Con Il Mio Forfettario ogni fattura che emetti aggiorna in tempo reale il reddito imponibile, i contributi, l'imposta sostitutiva e il netto che ti resta. Invii la fattura elettronica allo SDI e a ogni scadenza trovi l'F24 già compilato, per la Gestione Separata e per tutte le 17 casse previdenziali supportate. Costa €6,90 al mese o €59 all'anno, con 14 giorni di prova gratuita senza carta di credito.
Vuoi capire quanto versi alla Gestione Separata? Leggi quanto si paga di INPS in regime forfettario.
Fonti: Legge 213/2023, articolo 1, commi 142-155; circolare INPS n. 84 del 23 luglio 2024; circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026; messaggio INPS n. 1987 del 15 giugno 2026; decreto interministeriale Lavoro-Economia del 3 settembre 2026.
