Il limite di ricavi nel regime forfettario è fissato a €85.000 annui. Superarlo ha conseguenze serie, ma diverse a seconda di quanto lo superi. In questa guida vediamo esattamente cosa succede, con i 2 scenari possibili, esempi pratici e consigli per tenere tutto sotto controllo.
Il limite: €85.000 di ricavi o compensi
Per restare nel regime forfettario nel 2026, i tuoi ricavi o compensi dell'anno precedente (2025) non devono aver superato €85.000. Se eserciti più attività con codici ATECO diversi, si sommano tutti i ricavi.
Le 2 soglie critiche: €85.000 e €100.000
Scenario 1 — Superi €85.000 ma resti sotto €100.000
| Cosa succede | Dettaglio |
|---|---|
| Anno in corso | Resti nel forfettario, nessun cambiamento |
| Anno successivo | Passi obbligatoriamente al regime ordinario |
| IVA | Non devi applicarla nell'anno in corso |
| Imposta sostitutiva | Continui a pagare il 5% o 15% per l'anno in corso |
Esempio: Nel 2026 fatturi e incassi €92.000. Per tutto il 2026 resti forfettario. Dal 1° gennaio 2027 devi passare al regime ordinario con IVA, IRPEF a scaglioni e contabilità ordinaria/semplificata.
Scenario 2 — Superi €100.000
| Cosa succede | Dettaglio |
|---|---|
| Uscita | IMMEDIATA, nello stesso anno |
| IVA | Devi applicarla da subito, dalla fattura che fa superare i €100.000 |
| Regime | Passi immediatamente al regime ordinario |
| Fatture precedenti | Restano valide senza IVA |
Esempio: A ottobre 2026 hai già incassato €98.000. Un nuovo cliente ti paga €5.000. Totale: €103.000. Da quel momento devi emettere tutte le fatture successive con IVA al 22% e passare al regime ordinario.
Cosa cambia quando passi al regime ordinario
| Voce | Forfettario | Ordinario |
|---|---|---|
| Imposta | 5% o 15% flat | IRPEF a scaglioni (23%-43%) |
| IVA | Esente | Devi applicarla (22%) |
| Spese | NON deducibili (coefficiente forfettario) | Deducibili le spese reali |
| Contabilità | Semplificata | Ordinaria o semplificata |
| Adempimenti | Minimi | Dichiarazione IVA, LIPE, registri |
| Ritenuta d'acconto | Non si applica | Si applica (20%) |
Come si calcola il limite: 5 regole fondamentali
1. Conta il principio di cassa
Conta quando il denaro entra nel tuo conto, non quando emetti fattura. Se fatturi a dicembre ma il cliente paga a gennaio, quel compenso conta per l'anno nuovo.
2. Si sommano tutte le attività
Se hai più codici ATECO, sommi i ricavi di tutte le attività.
3. Apertura in corso d'anno: si riproporziona
Se apri partita IVA il 1° luglio 2026 (184 giorni di attività), il tuo limite è:
€85.000 ÷ 365 × 184 = €42.849
4. Il bollo da €2 fa reddito
Se addebiti il bollo al cliente, quei €2 contano come ricavo nel calcolo del limite.
5. Il contributo integrativo NON conta
Il 4% di contributo integrativo (es. Cassa Forense, Inarcassa, ENPAB) addebitato in fattura NON rientra nel calcolo dei ricavi ai fini del limite.
5 consigli pratici per non superare il limite
1. Monitora mensilmente
Non aspettare dicembre. Controlla ogni mese quanto hai incassato. Il Mio Forfettario ha il "Semaforo delle Tasse" che ti avvisa automaticamente con i colori:
- 🟢 Verde: sei tranquillo
- 🟠 Arancione: attenzione, ti stai avvicinando
- 🔴 Rosso: stai per superare o hai superato
2. Gestisci i tempi di incasso
Se sei vicino al limite a fine anno, puoi concordare con il cliente di ricevere il pagamento a gennaio. Attenzione: non puoi rifiutare un pagamento che il cliente vuole fare, ma puoi concordare termini di pagamento diversi in anticipo.
3. Pianifica i preventivi
Prima di accettare un nuovo lavoro a fine anno, calcola se l'incasso ti farebbe superare la soglia.
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Calcola Gratis →4. Attenzione agli acconti
Un acconto ricevuto a dicembre per un lavoro di febbraio conta nel calcolo dell'anno in cui lo incassi.
5. Separa le note spese
I rimborsi spese anticipate in nome e per conto del cliente (art. 15 DPR 633/72) non contano come ricavo, ma devono essere documentati correttamente.
Posso rientrare nel forfettario dopo esserne uscito?
Sì. Se nell'anno successivo all'uscita torni sotto gli €85.000 e rispetti tutti gli altri requisiti, puoi rientrare nel regime forfettario. L'uscita non comporta un vincolo triennale. Questo è stato confermato dall'Agenzia delle Entrate con la Risposta n. 26/2026.
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Domande Frequenti (FAQ)
Il limite è di €85.000 o €100.000?
Il limite per restare nel forfettario è €85.000. La soglia dei €100.000 è la "tagliola" che fa scattare l'uscita immediata nello stesso anno.
Se fatturo €84.999 sono sicuro di restare?
Dipende da quando incassi. Il forfettario funziona per cassa. Se incassi tutto nell'anno, sì. Se un cliente ti paga un arretrato facendoti superare €85.000, esci l'anno dopo.
Il contributo integrativo in fattura conta nel limite?
No. Il 4% di contributo integrativo addebitato al cliente non rientra nel calcolo dei ricavi.
Ho aperto partita IVA a luglio, il mio limite è comunque €85.000?
No. Il limite si riproporziona ai giorni di attività. Se apri il 1° luglio: €85.000 ÷ 365 × 184 = €42.849.
Cosa succede alle fatture già emesse se supero €100.000?
Le fatture emesse prima dello sforamento restano valide senza IVA. Da quella che ti fa superare i €100.000 in poi, devi applicare l'IVA.
